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ParolaCheCuraDettagli
L'idea
Il progetto, che abbiamo deciso di chiamare significativamente “La parola che cura”, nasce dalla fiducia che la nostra associazione nutre nei confronti del potere terapeutico della parola, della capacità della scrittura di esprimere sentimenti altrimenti inesprimibili, e di quella della poesia, del racconto e del diario, di dare un senso al male di vivere. Questa fiducia si fonda, oltre che sulle scoperte della psicanalisi, della pedagogia, della psicoterapia, di movimenti come quello dell’Art brut, dell’Art-therapy e della Antipsichiatria, sulle esperienze umane e professionali degli organizzatori e delle persone coinvolte nella ideazione e nella stesura del progetto. L’idea di organizzare una serie di letture pubbliche in Istituti penitenziari, Case di riposo, e altri contesti di disagio, adattando alla situazione particolare l’esperienza già maturata dall’associazione Nie Wiem con le letture eseguite nell’anno di attività appena trascorso, completa questo complesso progetto. Terapia e poesia Il progetto “La parola che cura” tiene conto delle esigenze mediche e sociali, imprescindibili soprattutto in contesti patologici, ma anche delle competenze letterarie degli organizzatori, di solito trascurate, e cerca di combinarle in un approccio attento alle esigenze dei partecipanti, ma anche allo sviluppo della loro creatività e alla qualità dei laboratori proposti. Il progetto si articola nel seguente modo:
Obiettivi Il nostro obiettivo generale è quello di fornire alle persone che vivono ed operano in contesti di esclusione e marginalità un’occasione per apprendere ad esprimere le proprie sensazioni e dargli forma scritta, attraverso la poesia, il diario e altre forme letterarie e di comunicazione. Per quanto riguarda il laboratorio di scrittura creativa presso la Comunità “Crisalide” di Osimo e il laboratorio di poesia haiku presso il Centro Diurno Soledalia di Ancona, si tratterà di fornire alle persone affette da disagio psichico un’occasione per esprimere le proprie angosce e una tecnica per fissare con precisione e sinteticità le proprie sensazioni. Cercheremo inoltre di consentire ai familiari dei malati di Alzheimer e agli operatori del settore di acquisire una tecnica di conversazione e di registrazione creativa degli avvenimenti che coinvolgono i malati e chi gli sta attorno. Infine, attraverso le letture di poesie negli Istituti penitenziari e nelle Case di riposo, si cercherà di sensibilizzare persone anziane e detenuti al valore ed ai significati profondi della poesia, anche stimolandoli a creare essi stessi testi poetici, come occasione di ridare protagonismo e dignità alla propria esistenza. Responsabili:
Al termine dei laboratori e delle letture verrà organizzato uno spettacolo finale, in cui verranno letti, da attori o direttamente dai malati, alcuni testi realizzati durante i laboratori. I risultati dei laboratori saranno raccolti in una pubblicazione, in cui verranno anche raccolti i testi più significativi. "LA PAROLA CHE CURA" è realizzato dai volontari dell'Associazione Culturale NIE WIEM Onlus insieme con i sopra citati enti pubblici e privati. Il progetto è iniziato nel Settembre 2005. Chiunque voglia partecipare o assistere come volontario ad alcune fasi o momenti del progetto, può contattarci all'indirizzo info@niewiem.org. Come sostenere la nostra associazione pagina creata da: lorenzo ultima modifica: Saturday 11 of Marzo, 2006 [15:16:08 UTC] di flavio |
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