“Surgelati – Opera a 14 mani per scrittore, fumettisti e gruppo rock” è il secondo volume della collana Argofumetti, curata da Dr. FUMO e Nicola Gobbi, che intende portare in libreria opere già autoprodotte o pubblicate tramite crowdfunding. Oggi ripostiamo la storia del volume, dallo spettacolo alla campagna di crowdfunding che lo finanziò, scritta da Wu Ming 2, uno degli autori di “Surgelati”.

Il libro è disponibile in preorder sul nostro sito: https://bit.ly/3khhqrS

Dal sito di Wu Ming Foundation:

Il 15 dicembre del 2013, al Teatro Comunale di Servigliano (FM) andava in scena per la prima volta Surgelati. Opera a dieci mani per scrittore e rock band, uno spettacolo scritto, declamato e suonato da Wu Ming 2 e dalla Contradamerla, gruppo musicale marchigiano-salentino, con base in una cascina sulle colline di Recanati.

«La storia – scrivemmo su Giap cinque anni fa – è quella di un ragazzo curdo che arriva in Italia dentro un camion frigorifero e per questo si ritrova con la faccia surgelata, incapace di qualsiasi espressione. È il tentativo di raccontare la migrazione uscendo dalla forma classica del resoconto diretto sui “viaggi della speranza”, e lavorando invece su un’ipotesi fantastica. È davvero surgelato il volto di Behram? E cosa mai potrà scongelarlo?»

In particolare, lo spunto narrativo nasceva da un episodio reale e dall’esperienza di Giampaolo Paticchio, della Contradamerla, come responsabile di un centro di accoglienza per minori stranieri non accompagnati. Da quella premessa, il testo prendeva una piega surreale, inverosimile ma sensata, per esplorare la terra promessa (o la prigione) dell’identità personale e collettiva.

Dopo una trentina di date e qualche migliaio di spettatori, nell’estate del 2017 abbiamo registrato lo spettacolo, ancora indecisi su come utilizzare i nastri, ma sicuri di voler “fissare” il lavoro, al di là delle esibizioni dal vivo. Le bobine del master, una volta incise, sono restate ferme qualche mese, fino all’incontro con Graphic News.

A dire il vero, Graphic News è una realtà che conoscevamo da tempo, con la quale già altre volte avevamo collaborato: cercavamo l’occasione per lanciarci in un progetto comune e Surgelati è stata la scintilla. Il testo dello spettacolo avrebbe ispirato un fumetto, scritto da David Biagioni – uno dei fondatori del portale di graphic journalism – e disegnato da Nicola Gobbi. Una nuova storia, liberamente tratta da quella musicale, con gli stessi personaggi e un intreccio rimodellato. Quindi la graphic-novel sarebbe diventata un libro, e la rock-novel un CD allegato, in un abbinamento insolito, di quelli che nessun editore si prenderebbe il rischio di tentare. Così – com’è già successo per Quattro e Grüne Linie – ci siamo detti che anche questo “oggetto narrativo non identificato” sarebbe sceso sulla Terra solo se i lettori l’avessero compreso, desiderato e finanziato. Il crowdfunding e l’autoproduzione ci sembrano ancora la strada maestra per realizzare libri di formato inatteso, diversi dai volumi che si trovano di solito sugli scaffali.

Con le matite e gli inchiostri dei fumettari ci siamo già confrontati diverse volte, ma sempre troppo poche: sono diventati “racconti a vignette” La ballata del Corazza e Gap 99 (di Wu Ming 4), mentre Giuseppe Camuncoli e Stefano Landini hanno illustrato Pontiac, storia di una rivolta (anche in quel caso, una lettura in musica con testi e CD). Infine, Zerocalcare ha disegnato la copertina di Un viaggio che non promettiamo breve. Siamo quindi molto contenti che le tavole di Nicola Gobbi aggiungano un nuovo elemento a questo piccolo catalogo, sempre che il crowdfunding abbia il successo che ci auguriamo.

Surgelati è un artefatto collettivo e multimediale che racconta la storia di un migrante surgelato, in due versioni, una contenuta in un album musicale e l‘altra in questo albo a fumetti. Nell’album musicale il migrante viene scoperto in un camion frigorifero, al porto di Ancona, dove il suo viaggio, che si sarebbe dovuto concludere in Inghilterra, si è interrotto. Nell’albo a fumetti il migrante si risveglia in un ospedale futuristico italiano perché a un migrante surgelato può capitare che abbiano «ehm… scambiato il container», come gli rivela l’interprete incaricato di assisterlo.L’allegoria del fumetto è chiara: l’umanità del futuro risolverà il problema geopolitico dell’immigrazione così, surgelando i migranti. Una volta surgelati, i migranti saranno stivati in container per essere inviati nel luogo per cui hanno pagato, ma potrà capitare, come al protagonista di Surgelati, di essere scongelati nel paese sbagliato. A quel punto «per il trattato di Ventimiglia», si sentirebbe dire il migrante, «puoi avere accesso a una condizione di parzialmente decongelato nel paese in cui ti trovi». Non è forse la condizione di ogni richiedente asilo?

Valerio Cuccaroni
“Surgelati” è in arrivo per Argofumetti

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