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Si tratta di un progetto sociale a sfondo letterario, il cui intento è tentare di aiutare alcune categorie di persone malate o che versano in condizioni disagiate tramite la scrittura, la parola e la poesia. Il progetto si articola in 3 laboratori di scrittura svolti in collaborazione con 3 istituti specializzati nel settore dell'assistenza sociale. Oltre a questi 3 laboratori di scrittura (a cadenza settimanale), è prevista una serie di letture pubbliche a cadenza mensile in istituti di cura e di recupero, in istituti penitenziari, in case di riposo ed in alcune strutture ospedaliere. Il progetto prevede la pubblicazione dei testi elaborati dai pazienti e una serata finale in cui verranno letti alcuni testi e verranno raccontate le esperienze vissute. Partners di questo progetto sono: Associazione Alzheimer Marche, Centro Diurno di Ancona, Centro Territoriale Permanente di Ancona, Comunità Crisalide di Osimo (AN), Assessorato ai Servizi Sociali del Comune di Ancona. Per questo progetto è in corso una richiesta di finanziamento. L'inizio è previsto per Settembre 2005. MAGGIORI DETTAGLI SUL PROGETTO "LA PAROLA CHE CURA"
Si tratta di un ciclo di incontri, in forma di laboratorio aperto, con giovani poeti italiani di riconosciuto valore letterario. Ogni incontro si sviluppa per la durata di circa 90 minuti in
tre distinte fasi: 1.
il poeta invitato leggerà un testo non proprio ma di un altro grande
autore del novecento, distribuito in fotocopie al pubblico partecipante,
spiegando il perché della propria scelta con motivazioni intra ed
extratestuali; 2. poi si passerà alla propria lettura dei testi dell’autore invitato, con un momento finale in cui l’autore risponderà alle domande del pubblico sulla propria poetica e sulla dinamica costruttiva dei propri testi; 3.
infine, l’autore sarà chiamato a leggere e commentare i testi degli
intervenuti, dando pubblicamente consigli tecnico-stilistici.
Tutti gli incontri si tengono ad Ancona, presso il Circo Ad Alto (Via Ad Alto n. 25). Ecco le prime tre date:
Durante la serata di "Corto Dorico 2003" (25/09/2003) è nata l'idea di realizzare un lungometraggio ad episodi ispirati ai racconti dello scrittore anconetano Rodolfo Bersaglia e di affidare la regia e la produzione a giovani registi marchigiani. Dopo aver selezionato i racconti più adatti ad una trasposizione cinematografica (tratti per lo più dalla raccolta "Il fiato del mangiatore di fuoco", edita da Pequod), sono stati contattati giovani autori marchigiani già attivi da alcuni anni, i quali hanno accettato con entusiasmo. Tra questi, citiamo Sergio Canneto, Andrea Giomaro e Chiara Pavoni. Sono già state predisposte le sceneggiature di tre episodi ed è già stato girato l'episodio, La danza delle stelle, per la regia di Chiara Pavoni. Chiunque voglia partecipare alla realizzazione di questo progetto o semplicemente assistere alle riprese, ci contatti al nostro indirizzo info@niewiem.org. Come per tutti gli altri progetti, stiamo cercando contributi da parte di soggetti privati che operano nella regione, visto che il film sarà interamente prodotto ed ambientato nelle Marche.
Si tratta di uno spettacolo itinerante per le vie del centro di Ancona, la cui regia è affidata a Marco Di Stefano, pioniere del "teatro di comunità". Questa forma teatrale prevede la partecipazione di persone che non siano attori e anche per questo si adatta in modo particolare all'idea di "Suona il piffero". La storia Una pifferaia sbarca al porto di Ancona con una banda di musicanti. Ad attenderla ci sono le autorità e una folta schiera di cittadini, venuti ad accoglierla e a salutarla come una famosa artista. La pifferaia racconta di tornare da un viaggio lungo e avventuroso, di aver incontrato, fra le altre creature marine, delle sirene che l’hanno messa in guardia su un invisibile morbo che affliggerebbe la città a cui è destinata. La pifferaia inizia ad interrogare le persone che le stanno intorno per capire dove sia capitata e quale sia il morbo di cui le hanno parlato le sirene. Fra cialtroni e anime di vagabondi solitari, fra "bancarellari", pescatori, benpensanti e rubiconde maschere della doricità, si svolge, di fronte al Teatro delle Muse ed altri luoghi del centro, la paziente e mite ricerca della pifferaia, che vorrebbe, con la sua musica e le sue parole, toccare il cuore di quei bizzarri cittadini e liberarli dalle loro paure. C'è chi scappa irridendo le sue strampalate domande, c'è chi rimane ad ascoltarla incantato dalla sua ingenua curiosità. Alla fine la pifferaia canterà la sua risposta, in un finale da fuochi d'artificio. "Suona il piffero" vuole essere anche un modo originale per raccontare Ancona e gli anconetani ad Ancona ed agli anconetani. Lanciamo un appello a teatranti, musici, danzatori, scenografi, costumisti, tecnici, ecc… affinché prendano parte a questo progetto per renderlo ancor più partecipato. Scrivete a: info@niewiem.org.
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