L'idea
Il progetto, che abbiamo deciso di chiamare significativamente “La parola che
cura”, nasce dalla fiducia che la nostra associazione nutre nei confronti del
potere terapeutico della parola, della capacità della scrittura di esprimere
sentimenti altrimenti inesprimibili, e di quella della poesia, del racconto e
del diario, di dare un senso al male di vivere.
Questa fiducia si fonda, oltre che sulle scoperte della psicanalisi, della
pedagogia, della psicoterapia, di movimenti come quello dell’Art brut, dell’Art-therapy
e della Antipsichiatria, sulle esperienze umane e professionali degli
organizzatori e delle persone coinvolte nella ideazione e nella stesura del
progetto.
L’idea di organizzare una serie di letture pubbliche in Istituti penitenziari,
Case di riposo, e altri contesti di disagio, adattando alla situazione
particolare l’esperienza già maturata dall’associazione Nie Wiem con le
letture eseguite nell’anno di attività appena trascorso, nasce da un progetto
dell’associazione stessa, da tempo in cantiere.
Terapia e poesia
Il progetto “La parola che cura” tiene conto delle esigenze mediche e
sociali, imprescindibili soprattutto in contesti patologici, ma anche delle
competenze letterarie degli organizzatori, di solito trascurate, e cerca di
combinarle in un approccio attento alle esigenze dei partecipanti, ma anche allo
sviluppo della loro creatività e alla qualità dei laboratori proposti.
Il progetto si articolerà nel seguente modo:
1)
Laboratorio di Scrittura creativa presso la Comunità “Crisalide” di
Osimo
2)
Laboratorio di Poesia haiku presso il Centro Diurno Soledalia di Ancona
3)
Laboratorio di Conversazione e Scrittura diaristica con familiari di malati di
Alzheimer e operatori del settore
4)
Letture di poesie in Istituti penitenziari e Case di riposo
Obiettivi
Il nostro obiettivo generale è quello di fornire alle persone che vivono ed
operano in contesti di esclusione e marginalità un’occasione per apprendere
ad esprimere le proprie sensazioni e dargli forma scritta, attraverso la poesia,
il diario e altre forme letterarie e di comunicazione.
Per quanto riguarda il laboratorio di scrittura creativa presso la Comunità
“Crisalide” di Osimo e il laboratorio di poesia haiku presso il Centro
Diurno Soledalia di Ancona, si tratterà di fornire alle persone affette da
disagio psichico un’occasione per esprimere le proprie angosce e una tecnica
per fissare con precisione e sinteticità le proprie sensazioni.
Cercheremo inoltre di consentire ai familiari dei malati di Alzheimer e agli
operatori del settore di acquisire una tecnica di conversazione e di
registrazione creativa degli avvenimenti che coinvolgono i malati e chi gli sta
attorno.
Infine, attraverso le letture di poesie negli Istituti penitenziari e nelle Case
di riposo, si cercherà di sensibilizzare persone anziane e detenuti al valore
ed ai significati profondi della poesia, anche stimolandoli a creare essi stessi
testi poetici, come occasione di ridare protagonismo e dignità alla propria
esistenza.
Responsabili:
Al
termine dei laboratori e delle letture verrà organizzato uno spettacolo finale,
in cui verranno letti, da attori o direttamente dai malati, alcuni testi
realizzati durante i laboratori.
I
risultati dei laboratori saranno raccolti in una pubblicazione, in cui verranno
anche raccolti i testi più significativi.
"LA
PAROLA CHE CURA" verrà realizzato dai volontari dell'Associazione
Culturale NIE WIEM Onlus insieme con i sopra citati enti pubblici e privati.
L'inizio è previsto per Settembre 2005.
Chiunque
voglia partecipare o assistere come volontario ad alcune fasi o momenti del
progetto, può contattarci all'indirizzo info@niewiem.org.
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