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IL PAESAGGIO DI ALESSANDRIA D'EGITTO 

di GIUSEPPE UNGARETTI

 



La verdura estenuata dal sole.

 

Il bove bendato prosegue il suo giro

Accompagna il congegno tondo stridente.

Si ferma alle pause regolari.

 

L'acqua mesciuta si distende barcollante.

Si risotterra durante il viaggio.

 

Le gocciole attimo di gioia trattenuto

brillano sulla verdura rasserenata.

 

Il fellà è accoccolato nell'antro

del sicomoro ritto sulle proboscidi

che escono di terra come vermi mostruosi

col moto uguale di anelli in su e giù

stese verso terra come le braccia di Gesù.

Il fellà canta

gorgoglio di passione di piccione innamorato

nenia noiosa delizia

- Anatra vieni.

- E chi se ne frega.

- Al letto di seta colore di sfumature di poesia.

- E chi se ne frega.

- T'insegnerò la frescura di tramonto delle astuzie.

- E chi se ne frega.

- Lo possiedo duro grande e grosso.

- E chi se ne frega.

 

Il mio silenzio di vagabondo indolente.

 

 

 

 

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