NEL REPARTO DI ALTA SICUREZZA DEL CARCERE DI ASCOLI PICENO SI È CONCLUSO IL PROGETTO DI NIE WIEM “ORA D’ARIA” CON CATALANO, FERRACUTI PER DI RUSCIO, MANCINELLI E MORRESI

I detenuti delle carceri marchigiane hanno potuto respirare una salutare e poetica “Ora d’aria”, grazie al progetto omonimo, organizzato dall’associazione Nie Wiem, in collaborazione con il Garante dei Diritti della Persona e con il contributo del Comune di Ancona.

Da 23 luglio al 22 settembre i direttori artistici del festival di poesia La Punta della Lingua, Luigi Socci e Valerio Cuccaroni, hanno accompagnato i poeti Guido Catalano, Franca Mancinelli, Renata Morresi e lo scrittore Angelo Ferracuti che ha presentato l’opera di Luigi Di Ruscio (Fermo, 1930 – Oslo, 2011), nelle carceri di Montacuto e Barcaglione ad Ancona, di Fossombrone, Pesaro, Fermo e Ascoli Piceno.

Secondo il Garante avv. Andrea Nobili, il laboratorio del 23 luglio, durante il quale Catalano ha presentato la sua opera poetica ai detenuti di Montacuto, è stata la prima iniziativa culturale all’interno di un carcere dopo il confinamento (lock down), a livello nazionale. Anche gli altri laboratori sono stati tra le poche iniziative organizzate nelle case di reclusione, a causa delle difficoltà dovute all’emergenza sanitaria. Il progetto, giunto alla sua quarta edizione, si è concluso il 22 settembre nel reparto di Alta Sicurezza del carcere di Ascoli Piceno.

In ogni incontro i detenuti hanno dimostrato un’attenzione e una partecipazione difficili da trovare persino nei contesti più selezionati, segno che la poesia ha la capacità di arrivare nel profondo dell’animo umano, mettendo in relazione le persone aldilà dei ruoli che la società impone loro, perché, come scrisse il poeta Terenzio, uno schiavo liberato, «sono un uomo e nulla di ciò che è umano mi è estraneo».

Ora d’aria: la poesia in carcere

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *