“Allora, abbiamo detto un metro e ottanta, novanta-sessanta-novanta, gambe lunghe, busto proporzionato, pelle… abbronzata, giusto?”
“Leggermente abbronzata” rispose all’unisono la giovane coppia. L’uomo e la donna si guardarono di nuovo negli occhi, sorridenti, felici. “Color Fallow, in realtà” precisò la donna indicando il colore sul campioncino davanti a lei.
Il dottore corresse la scheda. “Occhi grandi, labbra carnose… e i capelli? Ondulati, ricci, lisci?”
“Ondulati” fece la donna.
“Posso consigliarvi un valido compromesso qualità-prezzo? Capelli rosso ramato, occhi verdi. Con una spruzzata di efelidi, a sedici anni esploderà in tutta la sua femminilità. Avrete una lolita prorompente che anche lei, che è suo padre, vorrà portarsi a letto”.
“Se lo desideri, caro…” fece la moglie accondiscendente.
L’uomo fissò il pavimento prima di riportare gli occhi sull’uomo in camice. “La preferiamo bionda, occhi azzurri, proprio come noi”. Strinse forte la mano della moglie.
Il medico sorrise. “Un’ottima scelta. Vi costerà un po’ di più, la combinazione è molto richiesta”.
“Ma…” fece l’uomo.
“Sì?”
“Non c’è il rischio che… sì, insomma, sembri un clone delle altre?”
Il medico rise cortese: “Non deve preoccuparsi. Non si fanno più produzioni in serie come una volta. I bambini programmati dei primi tempi venivano spesso colpiti dalla sindrome del sosia in tenera età, a causa della grande somiglianza. Erano insomma giovani come tutti gli altri. Solo con l’avanzare dell’età maturavano dei tratti distintivi. Ma oggi abbiamo imparato ad apportare piccole modifiche al codice genetico in grado di rendere unica ogni nostra creazione. Vi assicuro che avete fatto la cosa migliore scegliendo la procreazione geneticamente programmata. Vostra figlia avrà il miglior futuro possibile”. I coniugi gli sorrisero, felici.
“A questo proposito dovete scegliere la sua Ambizione, quello che vorrà fare nella vita, insomma. Vedo che volete spendere solo una piccola parte del vostro budget per il suo quoziente intellettivo. Questo lascia due sole scelte. Ecco le schede”.
I due aspiranti genitori le esaminarono attentamente e le commentarono tra loro. “Velina” dissero infine “Vogliamo che diventi velina”.
“Perfetto” fece il medico “Ma vi ricordo che l’Ambizione rappresenta solo un’aspirazione indotta geneticamente. Per farcela, insomma, dovrà avere le giuste conoscenze, assecondare disdicevoli richieste e fare cose condannate dalla comune morale”.
L’uomo e la donna esitarono. “E… se scegliessimo l’altra, sarebbe diverso?”
“In effetti no”. Il dottore rise cordiale. I due si rilassarono, felici.
“Perfetto” fece il medico giulivo “Ora, signore, vada di là e mi schizzi un po’ del suo seme in questa provetta”. L’uomo strinse la spalla della moglie prima di sparire nella stanza accanto.
Il dottore prese a riordinare i materiali sul tavolo. “Non dovete temere signora, andrà tutto liscio. Lei e suo marito avete dei geni perfetti. Avrete una bella bimba da coccolare e viziare entro i tempi previsti. Avete già scelto il nome?”
“Marilin, come l’attrice”.
“Perfetto” approvò il medico “Ascolti, ora che suo marito non c’è… a volte ai padri non piace affrontare certi discorsi… possiamo modificare il genoma per rendere sua figlia disinibita e incrementare la sua libido. La aiuterebbe nella sua futura carriera, sa? Guardi, si tratta di un omaggio, non le costerà nulla.”
La futura mamma annuì, entusiasta.
“Mi permetta solo una curiosità, signora. Perché non avete scelto l’altra Ambizione, quella del politico?”